web visibility, indicizzazione nei motori di ricerca e promozione



Motori di ricerca e strumenti di web marketing "tradizionali" (di Gianpaolo Lorusso)

La tendenza delle dot.com ad orientare i loro affari verso fonti reddituali più stabili coinvolge ormai anche i motori di ricerca, e, quindi, le ricerche in rete saranno ben presto dominate da logiche legate più al meccanismo della sponsorizzazione, che a quello dell'analisi dei contenuti (motoridiricerca.it).
Del resto, le notevoli potenzialità di business offerte dai motori di ricerca non potevano rimanere ancora a lungo inesplorate da parte dei big del settore. Ben sette utenti su dieci, infatti, li utilizzano per le loro ricerche, e, come se non bastasse, nell'analisi dei risultati non vanno oltre la media di due pagine e mezzo (searchenginewatch.com).
Anche se un buon posizionamento è premessa indispensabile di qualsiasi attività on line, l'evoluzione fin qui descritta non comporterà necessariamente l'accantonamento delle tradizionali metodologie di ranking.
E' senza dubbio vero, infatti, che solo aziende con grandi possibilità economiche potranno permettersi i primi posti tra i risultati, ma è altrettanto vero che, se i contenuti dei siti sponsorizzati non saranno all'altezza, ben difficilmente ciò si tradurrà in duraturi incrementi di ricavi.
Inoltre, i software che analizzano la rete sono sempre più evoluti e quindi i link immediatamente successivi a quelli sponsorizzati saranno sempre più attinenti alle parole utilizzate nella ricerca. Potrà allora ancora succedere che qualche sito più "povero", ma con target più ristretti e contenuti più mirati, riesca ad ottenere ottimi risultati.
In questo nuovo panorama, la ricerca di un buon posizionamento deve essere necessariamente inserita in un quadro coerente di attività promozionali in cui sia centrale l'attenzione per il proprio mercato di riferimento e, quindi, per i contenuti del progetto (immagine e servizi/prodotti offerti).
Una volta fissati gli obiettivi commerciali a cui tendere sarà quindi perfettamente inutile effettuare segnalazioni a tappeto su tutti i motori di ricerca del mondo, la maggior parte dei quali veicolano pochi utenti, del tutto disinteressati ad un sito coerentemente impostato su contenuti mirati.
Supponendo allora di voler promuovere un sito in italiano diretto ad utenti del nostro paese, concentriamo i nostri sforzi sui motori di ricerca più utilizzati in Italia (One to One research, Gennaio 2002).

Posiz Dominio Motore di ricerca/directory utilizzate
1 iol.it Tecnologia proprietaria (Arianna) e FAST
2 virgilio.it Google e dati della propria directory
3/7 msn.it/com Dati della propria directory (Looksmart) e Inktomi
4 supereva.it Google e dati della directory Yahoo
5 tiscali.it Janas e FAST
6/8 yahoo.com/it Google e dati della propria directory
9 lycos.it Dati della propria directory e FAST
10 inwind.it Arianna e FAST
11 kataweb.it Dati della propria directory e Inktomi
12 google.it Tecnologia proprietaria e dati della open directory DMOZ
     

 

Dall'analisi della tabella si capisce che i motori da "conquistare" sono in realtà solo quattro: Arianna (Virgilio, Iol, ecc.), Google.it (SuperEva, Yahoo, Tin.it, Jumpy, ecc.) e FAST-Inktomi (MSN.IT/COM, Tiscali, Lycos, Excite, ecc., inserimento a pagamento).
Le directory determinanti per il mercato italiano sono invece quella di Virgilio, Yahoo, LookSmart (inserimento a pagamento) e DMOZ (la più grande directory aperta, cioè senza redattori umani).
Premesso che i criteri di valutazione dei software che analizzano i siti non sono omogenei per tutti i motori di ricerca, utilizzate poi in maniera oculata i meta tags e gli alt tags delle immagini (in rete si trova abbondante documentazione in merito), ponendoli in forte correlazione con il testo contenuto in ogni pagina.
Effettuate manualmente le segnalazioni, senza ripeterle prima di due/tre settimane e senza farne una per ogni pagina (lo spider del motore le analizzerà da solo), diffidando dei servizi di submission gratuite, che potrebbero essere dei semplici espedienti per ottenere liste di web master.
Curate poi con molta attenzione i link reciproci a siti che offrono servizi collegati a quello da voi offerto, in quanto sempre più la "link popularity" viene utilizzata per valutare la rilevanza dei contenuti (Google).
Infine, se non potete effettuare campagne di lancio, utilizzate i network di scambio banner, prediligendo quelli che offrono un minimo di targettizzazione delle esposizioni.
Fatto tutto ciò non vi resta che …ricominciare da capo! Perché la rete è in continua evoluzione e potenziali concorrenti vi si affacciano ogni giorno.